La creatività letteraria non è un fiume in piena senza argini e piuttosto si snoda in un processo del quale è possibile individuare con precisione i vari stadi e la tecnica di scrittura.
La domanda da un milione di dollari è: si può imparare a scrivere un racconto, un romanzo, una poesia, una canzone, una sceneggiatura, una sales letter?
La nostra personalissima risposta è affermativa: chiunque può acquisire le metodologie di scrittura creativa e in questo corso vi mostreremo con semplicità come si costruisce un testo letterario
Va da sè che, come tutte le discipline, anche la scrittura necessita di pratica e costanza e quindi non vi aspettate di dare alla luce immediatamente il vostro capolavoro, ma con l'acquisizione dei fondamentali e con molta esercitazione, riuscirete a creare qualcosa di bello che rifletterà il vostro stile unico pur all'interno di regole comuni a tutti gli scrittori di ogni era e latitudine geografica.
E mentre seguite questo corso, il nostro consiglio è quello di leggere al contempo più che potete gli autori che vi piacciono, in quanto l'esperienza dei piccoli o grandi maestri di scrittura gà affermati offre spunti ed esempi illuminanti e accende in noi il sano fuoco dell'emulazione.
1° Lezione
Il soggetto e il corpo narrativo
Dato per scontato che abbiate qualcosa da dire (qualsiasi argomento, emozione, pensiero, ecc.) che vi sta a cuore, siamo già ad un buon punto di inizio nella costruzione della nostra opera, avendone definito il tema o soggetto. Ciò che resta da fare è tradurre questo contenuto in un insieme di parole che raccontino una storia, dando vita, appunto, al cosiddetto 'corpo narrativo'.
Per far ciò occorre che il tema che volete trattare, sia 'drammatizzato' nella vostra testa prima ancora di cominciare a scrivere, attraverso l'ideazione di un dato personaggio che si muova, che compia azioni in un determinato contesto spazio-temporale.
Per far ciò occorre che il tema che volete trattare, sia 'drammatizzato' nella vostra testa prima ancora di cominciare a scrivere, attraverso l'ideazione di un dato personaggio che si muova, che compia azioni in un determinato contesto spazio-temporale.
E' questo il primo piccolo grande segreto che vi sveliamo: per scrivere una storia dovete imparare a 'mostrare senza dire', perchè scrivere narrativa non significa enunciare astrattamente opinioni filosofiche, principi e temi come l'amore o la giustizia, bensì di mostrarli attraverso la rappresentazione delle vicende dei vostri personaggi immersi in una determinata situazione di vita o trama.
Mostrare senza dire, in altri termini, significa creare delle scene con dialoghi e/o azioni, perchè con gli enunciati si può fare saggistica ma non letteratura.
Mostrare senza dire, in altri termini, significa creare delle scene con dialoghi e/o azioni, perchè con gli enunciati si può fare saggistica ma non letteratura.
2° Lezione
L'incipit o inizio dell'opera
Fate questo gioco assai istruttivo: prendete 10 scritti che vi piacciono particolarmente e copiate l'incipit, ossia la prima frase di attacco scelta dall'autore
( Se voleste aver conto di un numero più nutrito di incipit, suggeriamo di acquistare la raccolta di Giacomo Papi e Federico Presutto "Era una notte buia e tempestosa...1430 modi per iniziare un romanzo", edito da Baldini&Castoldi oppure "Incipit, 757 inizi facili e meno facili", di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, edito da Mondadori)
Per esempio:
- "La Divina commedia", di Dante Alighieri: "Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura ché la dritta via era smarrita".
- "Lo strano caso del dottor Jeckil e del signor Hyde", di Robert Louis Stevenson: "L'avvocato Utterson era un uomo dall'aspetto burbero che non si illuminava mai di un sorriso;di sentimenti freddi, era avaro di parole e impacciato nell'esprimersi;era altresì introverso e fisicamente magro, allampanato, con un'aria impolverata, malinconico, e nondimeno a modo suo simpatico ".
- "La morte a Venezia", di Thomas Mann: " Gustav Aschenbach, o von Aschenbach, come ufficialmente ne suonava il nome dal giorno del suo cinquantesimo compleanno, era uscito, un pomeriggio di primavera di quell'anno 1900 che per mesi mostrò al nostro continente un volto così truce, dalla sua abitazione sulla Prinzregentensrasse a Monaco di Baviera, per compiere una lunga passeggiara solitaria".
- "Così parlò Zarathustra", di Friedrich Nietzche: " Quando Zarathustra ebbe trent'anni, abbandonò il suo paese e il lago del suo paese e andò sulla montagna. Qui godette del proprio spirito e della propria solitudine e per dieci anni non se ne stancò".
- " Le affinità elettive", di Wolfgang Goethe:" Eduard - così chiameremo un ricco barone nel pieno vigore dell'età - aveva trascorso l'ora più bella d'un pomeriggio d'aprile nel suo vivaio a innestare su giovani tronchi le marze testé giuntegli. Ora, terminava la bisogna e riposti gli attrezzi nella custodia, contemplava soddisfatto l'opera, quand'ecco avvicinarglisi il giardiniere che si compiacque della partecipe industriosità del padrone".
- "Notre-Dame de Paris", di Victor Hugo: " Trecentoquarantotto anni, sei mesi e diciannove giorni fa, i parigini furono svegliati dal rombo di tutte le campane sonanti a distesa nella triplice cerchia della Città Vecchia. della Università e della Città. Eppure il 6 gennaio 1482 non è un giorno di cui la storia abbia serbato un ricordo".
- "Il collezionista di ossa", di Jeffry Deaver: " Voleva soltanto dormire. L'aereo era atterrato con due ore di ritardo e c'era stata un'attesa infinita per i bagagli. E poi l'autonoleggio aveva fatto casino: la limousine se n'era andata un'ora prima. E così, ora stavano aspettando un taxi. Lei era in fila con gli altri passeggeri, il corpo snello piegato in avanti per il peso del computer portatile. John sproloquiava qualcosa sui tassi d'interesse e su nuovi modi possibili di rinegoziare l'accordo, ma tutto ciò che lei riusciva a pensare era: Sono le dieci e mezzo di venerdì sera. Voglio mettermi in tuta e buttarmi sul letto"
- " L'età del dubbio", di Andrea Camilleri: " Aviva appena pigliato sonno doppo 'na nuttata che pejo d'accussì nella sò vita ne aveva avute rare, quanno l'arrisbigliò di colpo un trono che fu come 'na cannonata sparata a cinco centilimetri dal sò oricchio. Satò susuto a mezzo del letto,santianno. E accapì che il sonno non sarebbi cchiù tornato, inutili ristarisinni corcato."
- "Manhattan" di Woody Allen: " Esterni. Manhattan. Giorno. Diversi edifici all'orizzonte. Un area di parcheggio con la scritta "parking". L'insegna al neon che si accende e si spegne di un hotel dal nome "Manhattan". Automobili. Un ponte e degli edifici. Un ristorante con l'insegna "Empire diner". Una strada coperta di neve lungo la quale automobili si dirigono verso l'Empire State Building. Una strada con autocarri. Una drogheria. Gente che va e viene sul marciapiede. Un uomo spinge in una strada molto affollata una rastrelliera per vestiti nuova. Voce di Ike: "Capitolo primo. Adorava New York. La idolatrava smisuratamente ...Uh no, facciamo così...Egli la mitizzava smisuratamente. Ecco...per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava con i grandiosi motivi di George Gershwin. ...Ah, ricominciamo da capo".
- "Iliade", di Omero: " Cantami, o Diva, del Pelide Achille l'ira funesta, che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco generose travolse alme d'eroi e di canti e d'augelli orrido pesto lor salme abbandono(così di Giove l'alto consiglio s'adempia), da quando primamente disgiunse aspra contesa il re de' Prodi Atride e il divo Achille".
Come si vede dagli illustri testi letterari che abbiamo citato, l'incipit ha la funzione di captare l'attenzione del lettore e dunque nelle primissime frasi di un racconto bisogna sforzarsi di trovare parole che introducano in modo accattivante ( con una struttura sintattica il più originale possibile senza sfociare nella bizzarrìa incomprensibile) ad un piccolo universo, il vostro universo narrativo, stimolando in modo efficace la lettura del passaggio successivo.
Naturalmente, non ci sono regole rigide su come iniziare un racconto, ma tendenzialmente è preferibile trascinare immediatamente il lettore nel bel mezzo di un'azione drammatica o come dicevano i latini, 'in medias res', per poi ricorrere ad un flashback, cioè ad un balzo temporale all'indietro, per chiarire gli avvenimenti precedenti a quell'azione.
Meglio ancora se questa azione drammatica nella quale si sia proiettati immediatamente all'inizio del racconto coincida , nell'economia del racconto, con la prima situazione di crisi che il protagonista sia chiamato ad affrontare, riservandoci altri colpi di scena ancora più avvincenti per il prosieguo della narrazione.
Quanto detto vale per l'incipit di un romanzo, ma anche se il vostro mestiere sia quello di giornalista o di copywriter la logica non cambia affatto, anche se, essendo uno scritto molto più breve, si parlerà di headline o titolo del contenuto, al quale demandiamo il compito di catturare l'attenzione del lettore, scegliendo parole dal forte impatto.
Specie nella head line di una sales letter dobbiamo essere in grado di comunicare al lettore in modo accattivante il problema che si intende risolvere e che riteniamo stia molto a cuore al destinatario del nostro messaggio, aggiungendo un senso di urgenza che pervada tutto il testo.
Dippiù, è come se stipulassimo subito un accordo consensuale con il nostro lettore, accordo nel quale gli promettiamo un beneficio preciso e differenziante - rispetto alla massa dei messaggi ai quali egli è quotidianamente esposto - in cambio del tempo che egli ci presterà leggendo.
Anche qui, come per la letteratura, dove abbiamo citato alcuni incipit famosi, acquisire le tecniche per scrivere efficacemente headline passa anche attraverso lo studio di ciò che altri copywriters di successo ( come Martin Conroy, Clayton Makepeace o Robert Boduch, per esempio) hanno fatto in passato.
Qui ci assiste Internet o la vasta manualistica, dove è possibile trovare intere raccolte di headline pubblicitarie, archivi di annunci che sono stati capaci di generare vendite copiose:
Dall'analisi di questi archivi, denominati anche swipe file ( 'to swipe' in inglese significa carpire, ma nello slang di strada anche 'fregare'), si possono ricavare:
" 5 modelli di headline che hanno dimostrato di funzionare sempre" ( tratti dal sito web www.scriverepervendere.net )
1° modello: Gli elenchi
a)" Ecco i 7 principali motivi per cui dovresti..."
b) " 5 provati modi per..."
c) "3 semplici esercizi per aiutarti con..."
2° modello: Come riuscire a fare qualcosa
a) "Come fare....senza dovere..."
b) "Come diventare..."
c) "Come...anche se..."
3°modello: La leva della paura
a) " Pericolo..."
b)" 7 segnali di allarme che..."
c)" Quanto sei al sicuro da..."
4°modello: I segreti
a) "Il segreto per riuscire a..."
b)"Svelati i 7 segreti di...per..."
c)"Il vero segreto per...è..."
5°modello: La soluzione rapida
a) " Ecco un modo veloce per..."
b)"Un modo semplice e veloce per..."
c)"Una semplice scorciatoia per...è..."
Vale la pena soffermarsi in particolare anche su lavoro di copy di Martin Conroy e sulla 'regola dei due uomini', che pare abbia fatto aumentare enormemente la tiratura del prestigiosissimo Wall Street Journal grazie ad una sua geniale sales letter che cominciava così:
"Due giovani uomini...." e nel seguito Conroy racconta la storia di questi due vecchi amici che dopo 25 anni si incontrano a cena con gli ex compagni e in sostanza pur avendo avuto da ragazzi le stesse possibilità di successo e pari qualità, uno adesso è un uomo di straordinario successo e l'altro no.
La risposta al perchè sta naturalmente nel fatto che l'uomo di successo è stato negli anni un assiduo lettore del Wall Street Journal.
Curiosità: non vi ricorda anche la trama del film di Carlo Verdone " Compagni di scuola? (1988)"
3° Lezione
Ordire la trama della vostra storia con un filo conduttore che ne connetta tutti gli elementi
Meglio ancora se questa azione drammatica nella quale si sia proiettati immediatamente all'inizio del racconto coincida , nell'economia del racconto, con la prima situazione di crisi che il protagonista sia chiamato ad affrontare, riservandoci altri colpi di scena ancora più avvincenti per il prosieguo della narrazione.
Quanto detto vale per l'incipit di un romanzo, ma anche se il vostro mestiere sia quello di giornalista o di copywriter la logica non cambia affatto, anche se, essendo uno scritto molto più breve, si parlerà di headline o titolo del contenuto, al quale demandiamo il compito di catturare l'attenzione del lettore, scegliendo parole dal forte impatto.
Specie nella head line di una sales letter dobbiamo essere in grado di comunicare al lettore in modo accattivante il problema che si intende risolvere e che riteniamo stia molto a cuore al destinatario del nostro messaggio, aggiungendo un senso di urgenza che pervada tutto il testo.
Dippiù, è come se stipulassimo subito un accordo consensuale con il nostro lettore, accordo nel quale gli promettiamo un beneficio preciso e differenziante - rispetto alla massa dei messaggi ai quali egli è quotidianamente esposto - in cambio del tempo che egli ci presterà leggendo.
Anche qui, come per la letteratura, dove abbiamo citato alcuni incipit famosi, acquisire le tecniche per scrivere efficacemente headline passa anche attraverso lo studio di ciò che altri copywriters di successo ( come Martin Conroy, Clayton Makepeace o Robert Boduch, per esempio) hanno fatto in passato.
Qui ci assiste Internet o la vasta manualistica, dove è possibile trovare intere raccolte di headline pubblicitarie, archivi di annunci che sono stati capaci di generare vendite copiose:
Dall'analisi di questi archivi, denominati anche swipe file ( 'to swipe' in inglese significa carpire, ma nello slang di strada anche 'fregare'), si possono ricavare:
" 5 modelli di headline che hanno dimostrato di funzionare sempre" ( tratti dal sito web www.scriverepervendere.net )
1° modello: Gli elenchi
a)" Ecco i 7 principali motivi per cui dovresti..."
b) " 5 provati modi per..."
c) "3 semplici esercizi per aiutarti con..."
2° modello: Come riuscire a fare qualcosa
a) "Come fare....senza dovere..."
b) "Come diventare..."
c) "Come...anche se..."
3°modello: La leva della paura
a) " Pericolo..."
b)" 7 segnali di allarme che..."
c)" Quanto sei al sicuro da..."
4°modello: I segreti
a) "Il segreto per riuscire a..."
b)"Svelati i 7 segreti di...per..."
c)"Il vero segreto per...è..."
5°modello: La soluzione rapida
a) " Ecco un modo veloce per..."
b)"Un modo semplice e veloce per..."
c)"Una semplice scorciatoia per...è..."
Vale la pena soffermarsi in particolare anche su lavoro di copy di Martin Conroy e sulla 'regola dei due uomini', che pare abbia fatto aumentare enormemente la tiratura del prestigiosissimo Wall Street Journal grazie ad una sua geniale sales letter che cominciava così:
"Due giovani uomini...." e nel seguito Conroy racconta la storia di questi due vecchi amici che dopo 25 anni si incontrano a cena con gli ex compagni e in sostanza pur avendo avuto da ragazzi le stesse possibilità di successo e pari qualità, uno adesso è un uomo di straordinario successo e l'altro no.
La risposta al perchè sta naturalmente nel fatto che l'uomo di successo è stato negli anni un assiduo lettore del Wall Street Journal.
Curiosità: non vi ricorda anche la trama del film di Carlo Verdone " Compagni di scuola? (1988)"
3° Lezione
Ordire la trama della vostra storia con un filo conduttore che ne connetta tutti gli elementi
Il 'cosa scrivere' lo dovete sapere voi, ma il come rendere avvincente e convincente la vostra storia, in modo che si regga in piedi con una spina dorsale forte e giunga felicemente a conclusione del suo percorso, lo si può imparare osservando anzitutto la regola fondamentale che in letteratura niente può essere casuale ed ogni dettaglio deve nascondere la zampino del narratore, nel senso che chi scrive deve connettere tutti gli elementi presenti nel testo in modo funzionale allo svolgimento della storia e tutto ciò con un piano ben premeditato volto a creare problemi e conflitti ai propri personaggi, ovvero difficoltà da superare fino al momento in cui tali problematiche possano essere risolte in un modo o in un altro/in un senso o in un altro, con i nostri protagonisti vincitori o sconfitti.
Edgar Allan Poe ha scritto: " Nulla è più evidente del fatto che qualsiasi trama degna di questo nome dev'essere elaborata fino al suo scioglimento finale prima ancora di prendere in mano la penna"
Il compito di ogni scrittore è quello di pungolare i propri personaggi con problemi con i quali sia loro necessario confrontarsi, poco importa se si tratti di un dilemma amletico interiore o un problema esterno come un nemico in guerra o un rivale in amore.
Bisogna essere in grado di generare confronti ad alta tensione tra protagonisti e problemi, che progressivamente, per stadi alterni, si sciolgano in una risoluzione finale, tecnicamente chiamata dénouement.
John Gardner, noto autore americano di molti manuali di scrittura creativa, condensando la struttura comune di migliaia di testi letterari, afferma: " Un personaggio vuole qualcosa, persegue il suo obiettivo malgrado le opposizioni ( compresi forse i suoi stessi dubbi) e giunge a un dénouement"
L'essenza di ogni intreccio letterario da Omero ai nostri giorni è sempre la stessa: una forte conflittualità che muove la storia, dove uno o più personaggi con determinate peculiarità fisiche e morali, determinati obiettivi e punti di vista del mondo, affrontano problemi e li risolvono o ne sono sopraffatti mentre tentano di risolverli.
Aristotele ha scritto: " l'individuo è la somma dei suoi desideri e delle azioni da lui compiute per realizzarli".
Per essere avvincente, dunque, perchè il lettore si possa in qualche modo identificare con esso, un personaggio letterario deve volere qualcosa con forza e cercare di ottenerlo a tutti i costi, pagandone il prezzo anche con la vita, nei casi più estremi.
E se vogliamo ottenere questo risultato, al termine della nostra fatica letteraria, prima ancora di scrivere la prima parola del nostro lavoro, dobbiamo sapere rispondere a quattro domande fondamentali:
1) Who ( Chi è il protagonista); What ( Che cosa succede) ; Where ( Dove succede ); When ( Quando succede )
Edgar Allan Poe ha scritto: " Nulla è più evidente del fatto che qualsiasi trama degna di questo nome dev'essere elaborata fino al suo scioglimento finale prima ancora di prendere in mano la penna"
Il compito di ogni scrittore è quello di pungolare i propri personaggi con problemi con i quali sia loro necessario confrontarsi, poco importa se si tratti di un dilemma amletico interiore o un problema esterno come un nemico in guerra o un rivale in amore.
Bisogna essere in grado di generare confronti ad alta tensione tra protagonisti e problemi, che progressivamente, per stadi alterni, si sciolgano in una risoluzione finale, tecnicamente chiamata dénouement.
John Gardner, noto autore americano di molti manuali di scrittura creativa, condensando la struttura comune di migliaia di testi letterari, afferma: " Un personaggio vuole qualcosa, persegue il suo obiettivo malgrado le opposizioni ( compresi forse i suoi stessi dubbi) e giunge a un dénouement"
L'essenza di ogni intreccio letterario da Omero ai nostri giorni è sempre la stessa: una forte conflittualità che muove la storia, dove uno o più personaggi con determinate peculiarità fisiche e morali, determinati obiettivi e punti di vista del mondo, affrontano problemi e li risolvono o ne sono sopraffatti mentre tentano di risolverli.
Aristotele ha scritto: " l'individuo è la somma dei suoi desideri e delle azioni da lui compiute per realizzarli".
Per essere avvincente, dunque, perchè il lettore si possa in qualche modo identificare con esso, un personaggio letterario deve volere qualcosa con forza e cercare di ottenerlo a tutti i costi, pagandone il prezzo anche con la vita, nei casi più estremi.
E se vogliamo ottenere questo risultato, al termine della nostra fatica letteraria, prima ancora di scrivere la prima parola del nostro lavoro, dobbiamo sapere rispondere a quattro domande fondamentali:
1) Who ( Chi è il protagonista); What ( Che cosa succede) ; Where ( Dove succede ); When ( Quando succede )
Si, direte voi, tutto fin troppo semplice, ma come si passa da una vaga idea alla vera e propria trama di un racconto?
Risposta: con un diagramma che rappresenti schematicamente, per compartimenti stagni, la dinamica della trama, partendo da 1)una situazione di stabilità, passando ad 2)una situazione di conflitto, presentando 3)ulteriori complicazioni al conflitto, giungendo al 4) climax, ossia al momento culminante di massima crisi, seguito da uno 5) scioglimento o dénouement e dalla risoluzione finale.
Da notare che molti autori preferiscono sviluppare due trame diverse in parallelo, con transizioni continue dall'una all'altra durante la narrazione, per poi scoprire che i due rispettivi protagonisti interagiscono ad un certo momento della storia
Ma come si costruisce la trama?
La strada maestra è quella della attenta osservazione preventiva e virtuale di un ampio ventaglio di fatti e situazioni possibili e il discernimento da parte dell'autore di ciò che ci appaia talmente importante, ai fini della narrazione della vicenda, da potere costituire un segmento di quel filo conduttore di cui sopra abbiamo parlato. Se in un film degli anni 70 con la Fenech sarebbe stato di grave nocumento alle atmosfere della pellicola eliminare una scena dove la procace attrice fa una doccia, e se per altre ragioni di suspance lo stesso può dirsi di quella in cui la protagonista viene accoltellata nello "Psycho" di Hitchcock, in "Mia madre" di Moretti, nessuno penserebbe di inserire una scena simile.
In ogni trama che si rispetti vanno inseriti avvenimenti significativi che determinino effetti rilevanti al proseguimento dell'azione ed all'universo narrativo della storia.
Altro fattore da tenere costantemente in considerazione mentre si racconta la storia è il mettere 'una posta in gioco' per la quale i personaggi si battano, abbiano conflitti e trovino soluzioni. Danaro, amore, potere, sesso, autostima o qualunque altra essa sia.
4° Lezione
La creazione dei personaggi
Personaggio del vostro racconto potrà essere un uomo o un animale o persino un robot, ma in ogni caso dovrà naturalmente trattarsi di un soggetto dotato di vita biologica o artificiale, capace di destare l'interesse e una qualche forma di auto-riconoscimento, se non d'identificazione, da parte del lettore, dato che l'obiettivo è quello di fare entrare il destinatario della nostra narrazione in sintonia o distonia con i nostri personaggi, scongiurando l'unico nemico alle porte, ossia l'indifferenza o neutralità.
Il personaggio deve infatti costituire un modello positivo o negativo di confronto per chi legge, anche se inserito in un contesto spazio-temporale diverso dalla contemporaneità o persino dalla realtà ( "Pinocchio" di Collodi o "E.T." di Spielberg).
Qualora si opti per un determinato periodo storico è sempre consigliabile che il vostro personaggio nelle sue caratterizzazioni rifletta in modo riconoscibile l'epoca nella quale si muove.
Ovvio che riserverete molto più tempo e approfondimento ai personaggi principali e dedicherete solo qualche rapida pennellata a quelli di secondo piano, limitandovi ad inserirli in tipologie professionali ed umane, ossia a rappresentarli brevemente secondo una loro singola qualità.
Trovare una caratterizzazione per i personaggi principali, invece, è un compito che richiede una costruzione elaborata e dettagliata della loro identità, sempre tenendo presente il monito che abbiamo fatto prima sulla necessità di 'mostrare senza dire' il più possibile.
In altri termini, è molto più efficace e sorprendente che il vostro lettore attribuisca la qualità di 'coraggioso' al vostro protagonista perchè ne ammiri le gesta mentre salva una pulzella da un pericolo di morte a dispetto della propria incolumità, piuttosto che voi diciate "Marco era un tipo impavido" come mero enunciato. Questo concetto non va naturalmente estremizzato e quindi dovrete comunque tracciare i tratti distintivi dei personaggi principali e descriverli con 'aggettivi qualificativi' durante la narrazione o la loro introduzione nel racconto.
A proposito della costruzione dei vostri personaggi, uno dei manuali sui quali mi sono formato da ragazzo e sul quale ancora ritorno spesso, ritenendolo una miniera di preziosi consigli è "La sceneggiatura, il film sulla carta", di Syd Field, edito da Lupetti&Co.
Field affronta l'argomento nel 5° capitolo del suo libro e ci pone la domanda " Che cosa rende efficace un personaggio?"
Risposta: "la motivazione; il dialogo; la credibilità e soprattutto il contesto entro cui lo fate agire, che dia corpo, colore e sfumature al suo modo di essere e persino a qualche suo tic".
E ancora: "Dei vostri personaggi dovete conoscere tutto, sapere quali sono le loro speranze, i sogni e i timori, quello che amano e quello che detestano,la loro storia precedente e le loro ansie..."
E dato che la vita si misura con quello che realizziamo o non realizziamo, "l'azione è il personaggio": una persona è definita soprattutto dalle sue azioni, è ciò che fa e non ciò che dice di essere e il personaggio del nostro racconto sarà credibile a condizione che sussistano tre elementi:
1) Le esigenze drammatiche, ossia quello che il personaggio vuole guadagnare, vincere, avere o conquistare nel corso della vicenda;
2) Il punto di vista, ossia il modo in cui il personaggio vede il mondo;
3)Il cambiamento, ossia la trasformazione che il vostro personaggio subisce o vive durante il corso della vicenda
Syd Field va oltre il semplice suggerimento di trovare dei tratti distintivi netti e riconoscibili dei personaggi principali e ci assegna il compito preparatorio di scrivere una vera e propria biografia dei nostri protagonisti, prima ancora di cimentarci nella loro introduzione all'interno del racconto come motori della storia.
"Scrivete la biografia di due o tre dei vostri personaggi principali.Concentratevi prima di tutto sui primi anni di vita di ciascuno di loro. Dove e quando è nato. Che facevano il padre e la madre per vivere. Che rapporti aveva con i genitori. Passate agli anni della scuola: era un bravo o cattivo studente? Era introverso o estroverso? Cosa avrebbe voluto fare da grande? Apparteneva ad una banda, ad un club, ad un team sportivo? Quando ha avuto il primo ragazzo o la prima ragazza? Che studi universitari ha seguito? Era o è politicamente attivo? Ha scoperto l'alcool, è omosessuale?
Si è laureato? Ha trovato lavoro? Ha fatto il servizio militare? Ha viaggiato? Si è sposato? Ha avuto storie d'amore importanti?
Scrivete da tre a cinque pagine sul protagonista e su un paio di altri personaggi importanti della vostra storia e poi dedicate i vostri sforzi alle dinamiche visive della loro caratterizzazione, svelateli attraverso le loro azioni e i dialoghi".
Riguardo alla creazione del personaggio, molto interessante è questo articolo di Mario Lutz sull'archetipo dell'eroe, che abbiamo estratto con qualche lievissima integrazione, modifica e taglio, dal suo sito www.arsenaledelcopy.com
Inoltre egli ha individuato quattro funzioni del mito in ogni cultura:
6- La sfida
Lo stile è il vocabolario e la sintassi attraverso i quali esprimiamo in modo unico ed irripetibile come guardiamo alle cose che ci circondano e a noi stessi.
Marcel Proust ha scritto: "Lo stile per lo scrittore, come il colore per il pittore, è un problema non di tecnica, bensì di visione. Esso è la rivelazione, impossibile con mezzi diretti e coscienti, della differenza qualitativa che esiste nel modo come ci appare il mondo: differenza che, se non ci fosse l'arte, resterebbe l'eterno segreto di ognuno"
Lo stile è dunque la voce personale di ogni scrittore, il modo inimitabile con il quale rappresentiamo il mondo attraverso le parole.
Il nostro consiglio qui è di essere se stessi, di trovare il proprio modo di esprimersi, senza scimmiottare qualche altro autore, anche se questo vale quando si parla della stesura di un romanzo, di una canzone o di una sceneggiatura, mentre qualora voi siate un copywriter, il quale scrive per vendere un bene o un servizio ed ha necessità di effettuare una comunicazione persuasiva, transitiva e utilitaristica, attingere allo stile di successo altrui è invece addirittura consigliabile, tranne che non si sia dotati di una straordinaria abilità originale.
6° Lezione
La scelta del narratore della storia o 'voce narrante'
Si può narrare in prima persona o in terza persona, anche se non mancano casi in letteratura dove si assiste ad un intreccio di angoli visuali e a molte voci narranti in parallelo.
Attenzione a non confondere voi stessi, come autori, con il narratore principale della storia, a meno che non stiate scrivendo un'autobiografia.
La scelta della voce narrante è naturalmente soggettiva e non si può dire in senso assoluto quale sia la migliore. Ma utilizzare la prima persona per esporre lo svolgersi della trama è molto pericoloso perchè si rischia di trasmettere una certa mancanza di obiettività nel descrivere i fatti ed un eccesso di egocentrismo.
7°Lezione
L'habitus dell'arte e la 'visione anagogica'
Uno dei libri che consiglio ad ogni scrittore in erba è "Nel territorio del diavolo", di Flannery O'Connor, edizioni Theoria, che questa grande autrice americana, scomparsa prematuramente, ha incentrato sul 'mistero' della creatività letteraria.
Dice la O'Connor: " Per arte io intendo qualcosa che abbia valore ed efficacia. Base dell'arte è la verità, nella sostanza come nella forma(...)Il tipo di scritto che intendo affrontare è la storia, ossia un testo narrativo in cui personaggi ed avvenimenti particolari si influenzino a vicenda formando una narrazione con un suo significato(...) Secondo me è ora di cominciare a riflettere sulle storie ad un livello fondamentale, perciò voglio parlare di una caratteristica della narrativa che ritengo il suo minimo comune denominatore - il fatto che sia concreta - e di alcune caratteristiche che ne conseguono, legate al nostro apparato percettivo. La conoscenza umana ha inizio attraverso i sensi e lo scrittore di narrativa inizia laddove inizia la percezione umana. (...) Flaubert insegna che per rendere reale un oggetto in letteratura occorrono i tocchi di tutti i sensi attivi. Non c'è frase di "Madame Bovary" che non rifletta questo habitus dello scrittore. Per esempio, quando Flaubert scrive: "Batteva sui tasti con disinvoltura, percorrendo senza posa la tastiera da un'estremità all'altra. Così scosso, il vecchio strumento, con le corde che vibravano, si faceva sentire fino in fondo al paese quando la finestra era aperta, e spesso lo scrivano del balivo, passando per la via principale,a capo scoperto ed in pantofole di pezza, si fermava in ascolto, il foglio di carta fra le mani". Più si guarda una frase come questa e più c'è da imparare. A un estremo siamo con Emma e questo tangibilissimo strumento e dall'altro siamo in fondo al paese con questo scrivano.
Non va mai dimenticato che cura immediata dello scrittore non sono idee grandiose, quanto infilare pantofole di pezza agli scrivani.
Questo non implica un rigido, piatto naturalismo, poichè l'arte è selettiva e i particolari devono tendere ad accumulare significato nell'arco della storia stessa e diventare simbolici. (...) Quanto più 'vero' il simbolo, tanto più in profondità vi porta e più significato esso rivela. (...)
Il tipo di visione che lo scrittore di narrativa deve avere è chiamata 'anagogica' cioè capace di vedere diversi livelli di realtà in un'immagine o in una situazione. Più a lungo guardate un oggetto e più mondo ci vedrete dentro. E mi manda in bestia chi insinua che lo scrivere narrativa sia una fuga dalla realtà. E' invece un tuffo nella realtà. In tanti credono che nella narrativa moderna nulla accade, ma è un grave errore. Conrad diceva giustamente che scopo di ogni scrittore è rendere il più alto grado possibile di giustizia all'universo visibile".
Scrive ancora la O' Connor: " La caratteristica principale e più evidente, della narrativa è quella di affrontare la realtà tramite ciò che si può vedere, sentire, odorare, gustare e toccare"
8°Lezione
Scrivere con l'habitus del venditore
Quando sei un copywriter la tua finalità ultima è diversa da quello di un romanziere. La storia che stai raccontando è lo strumento non il fine del tuo narrare, perchè ad un certo punto, quando avrai catturato l'attenzione del lettore e destato il suo interesse, egli si imbatterà nel tuo dargli impulso a comprare qualcosa, bene o servizio che sia.
Dunque tutti gli elementi della tua storia devono tendere all'unisono a questo obiettivo.
Afferma Dan Kennedy, direct marketer americano di grandissimo successo," Il buon copy è capace di portare il lettore a provare delle emozione negative ed offrire loro sollievo tramite l'acquisto".
Uno dei tanti esempi di questo tipo di messaggi pubblicitari è quello che ci è dato vedere in questi giorni nei canali RAI da parte dell'Ania ( l'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) che mostra o meglio accenna con immagini e parole a terribili incidenti stradali supportati da statistiche ( per es. quanti ciclisti sono stati investiti da automobili nell'anno passato) per valorizzare la stipula di polizze assicurative auto.
Anche l'arte di scrivere copy, secondo Gary Halbert, un altro guru del direct marketing response, è una pratica che si può imparare attraverso alcuni esercizi formativi di base:
(http://www.thegaryhalbertletter.com/newsletters/zgkl_best_copywriter.htm)
a) creazione del 'fact sheet', ossia cominciare a scrivere una lettera di vendita scegliendo il bene da vendere, purchè sia qualcosa che conosciamo molto bene, come la nostra casa, l'auto o magari noi stessi e dunque procedere "ferreting out facts about what the copywriter is trying to sell", ossia facendo emergere fatti relativi a ciò che stiamo cercando di vendere.
"OK, diciamo che tu abbia scelto di scrivere una lettera di vendita per la tua auto. Andiamo alla sezione che abbiamo denominato 'fact sheet'. Fate che sia prolissa, dettagliata, completa.
Che modello è'? Che colore? Che peso? Quante miglia ha percorso? Che tipo di ruote ha? Che interni? Quanto consuma al chilometro? Che potenza di cavalli? Quanto avete speso per comprarla?Chi l'ha guidata? L'avete tenuta per strada o in garage? E' stata revisionata ?"
b) stesura della 'Benefit list'
"Ciò che facciamo qui è ritornare sul Fact sheet e tradurre i fatti elencati in benefici per quanto possibile"
Il beneficio è ciò che il vostro prodotto o servizio farà per l'acquirente. Per esempio, immaginiamo che la vostra auto sia un Suv che pesa tre tonnellate. Questo è un fatto e tale fatto può tradursi almeno in due benefici: 1) sicurezza, dato che in un eventuale incidente o scontro frontale una macchina pesante offre maggiore protezione di una più leggera; 2) comfort, in quanto generalmente un'auto pesante garantisce una guida più scorrevole.
Ma se invece la vostra vettura fosse leggera? Ebbene anche qui almeno un beneficio sarebbe presto detto: bassi consumi.
Così come indicato per il fact sheet, anche la benefit list deve essere quanto più estesa possibile, inferendo quanti più benefici sia ragionevole dai fatti elencati.
3) L'offerta
Espressa in modo rozzo e ultra-sintetico essa è ridicibile ad una formula del genere: " Se mi darai x quantità di danaro, in cambio ti darò x quantità di questo prodotto o servizio"
Naturalmente, ciò che scriveremo sarà molto più elaborato e arricchito di questa semplice proposizione e per esempio, tornando all'ipotesi della vendita di un auto, potremmo usare la seguente dicitura:
" Vendo questo SUV per 18.000 euro e ve lo lascerò guidare gratuitamente per una settimana prima che decidiate di acquistarla o meno...In più, non dovrete pagarmi tutto in un'unica soluzione, bensì in comode rate diluite per 5 anni "
In sostanza, occorre addolcire l'offerta al massimo consentito dalla conservazione della sua redditività.
4) Attingere idee da uno swipe file
Completato il processo preparatorio, con il fact sheet, la benefit list e l'offerta, per trarre ispirazione dai migliori, dobbiamo passare alla fase di consultazione del database di lettere di vendita e annunci pubblicitari o swipe file, che costituisce il 'tools kit' fondamentale di ogni copywriter.
Tornando all'esempio della vendita di un auto, esistono infatti 'sales-pitch-on-print' entrati nella leggenda, grazie agli eccezionali risultati ottenuti dai loro autori, come Joe Karbo e David Ogilvy
Prendiamo in esame la sales letter di Ogilvy, che si riferiva alla vendita della lussuosa Rolls Royce:
L'incipit, dopo l'immagine di un modello nuovo di zecca, era questo:
1. "At 60 miles an hour the loudest noise comes from the electric clock," reports the Technical Editor of THE MOTOR. Three mufflers tune out sound frequencies--acoustically.
9°Lezione
Psicanalisi della creatività artistica
Gli studi psicanalitici sulla creatività nascono con Freud al tempo in cui scrisse quello che io ritengo il suo capolavoro, ossia " L'interpretazione dei sogni", nel 1900, autentico calcio di sveglia sul sedere al secolo nuovo che si avviava.
Freud fu il primo, infatti, ad investigare in modo scientifico i meccanismi della creazione artistica, ma non solo, Egli la 'democratizzò' per così dire, nel senso che giunse alla conclusione che ogni essere umano e non solo i geni isolati, sia portatore di un potenziale creativo, localizzandolo nell'inconscio.
Gli allievi di Freud che seguirono nel tempo svilupparono poi le sue intuizioni e per esempio, Rank dimostrò che i temi della grande letteratura, non sono che innumerevoli varianti di pochi motivi fondamentali, riconducibili ai desideri ed alle paure infantili, dei quali la creazione letteraria sarebbe espressione diretta o indiretta; mentre a Kris si deve l'intuizione che durante il processo della creazione avvenga una sorta di regressione al servizio dell'io e a Melanie Klein va il merito di avere individuato la valenza altamente terapeutica della scrittura creativa: infatti ella scoprì che il desiderio di creare è radicato nella posizione depressiva e quindi l'opera d'arte rappresenta un felice superamento di essa. "Ogni creazione è in realtà la ri-creazione di un oggetto che un tempo era amato e integro, ma poi si è ritrovato a essere perduto e in frantumazione" ( "Per una psicanalisi dell'arte e della creatività", di Janine Chasseguet Smirgel, Edizioni Cortina). L'artista allevia il proprio rimorso o il proprio rimpianto ricostruendo gli oggetti distrutti dei propri desideri nell'opera letteraria.
Ed il lettore, a sua volta, accostandosi al testo narrativo, spesso si identifica con l'autore e partecipa a questo processo di elaborazione di un determinato lutto attraverso la ri-creazione di un armonia liberatoria e balsamica. Autore e lettore, come membri di un rito collettivo, ristabiliscono i loro 'oggetti interni', il loro mondo, e si sentono entrambi, reintegrati ed arricchiti.
Ma come si costruisce la trama?
La strada maestra è quella della attenta osservazione preventiva e virtuale di un ampio ventaglio di fatti e situazioni possibili e il discernimento da parte dell'autore di ciò che ci appaia talmente importante, ai fini della narrazione della vicenda, da potere costituire un segmento di quel filo conduttore di cui sopra abbiamo parlato. Se in un film degli anni 70 con la Fenech sarebbe stato di grave nocumento alle atmosfere della pellicola eliminare una scena dove la procace attrice fa una doccia, e se per altre ragioni di suspance lo stesso può dirsi di quella in cui la protagonista viene accoltellata nello "Psycho" di Hitchcock, in "Mia madre" di Moretti, nessuno penserebbe di inserire una scena simile.
In ogni trama che si rispetti vanno inseriti avvenimenti significativi che determinino effetti rilevanti al proseguimento dell'azione ed all'universo narrativo della storia.
Altro fattore da tenere costantemente in considerazione mentre si racconta la storia è il mettere 'una posta in gioco' per la quale i personaggi si battano, abbiano conflitti e trovino soluzioni. Danaro, amore, potere, sesso, autostima o qualunque altra essa sia.
4° Lezione
La creazione dei personaggi
Personaggio del vostro racconto potrà essere un uomo o un animale o persino un robot, ma in ogni caso dovrà naturalmente trattarsi di un soggetto dotato di vita biologica o artificiale, capace di destare l'interesse e una qualche forma di auto-riconoscimento, se non d'identificazione, da parte del lettore, dato che l'obiettivo è quello di fare entrare il destinatario della nostra narrazione in sintonia o distonia con i nostri personaggi, scongiurando l'unico nemico alle porte, ossia l'indifferenza o neutralità.
Il personaggio deve infatti costituire un modello positivo o negativo di confronto per chi legge, anche se inserito in un contesto spazio-temporale diverso dalla contemporaneità o persino dalla realtà ( "Pinocchio" di Collodi o "E.T." di Spielberg).
Qualora si opti per un determinato periodo storico è sempre consigliabile che il vostro personaggio nelle sue caratterizzazioni rifletta in modo riconoscibile l'epoca nella quale si muove.
Ovvio che riserverete molto più tempo e approfondimento ai personaggi principali e dedicherete solo qualche rapida pennellata a quelli di secondo piano, limitandovi ad inserirli in tipologie professionali ed umane, ossia a rappresentarli brevemente secondo una loro singola qualità.
Trovare una caratterizzazione per i personaggi principali, invece, è un compito che richiede una costruzione elaborata e dettagliata della loro identità, sempre tenendo presente il monito che abbiamo fatto prima sulla necessità di 'mostrare senza dire' il più possibile.
In altri termini, è molto più efficace e sorprendente che il vostro lettore attribuisca la qualità di 'coraggioso' al vostro protagonista perchè ne ammiri le gesta mentre salva una pulzella da un pericolo di morte a dispetto della propria incolumità, piuttosto che voi diciate "Marco era un tipo impavido" come mero enunciato. Questo concetto non va naturalmente estremizzato e quindi dovrete comunque tracciare i tratti distintivi dei personaggi principali e descriverli con 'aggettivi qualificativi' durante la narrazione o la loro introduzione nel racconto.
A proposito della costruzione dei vostri personaggi, uno dei manuali sui quali mi sono formato da ragazzo e sul quale ancora ritorno spesso, ritenendolo una miniera di preziosi consigli è "La sceneggiatura, il film sulla carta", di Syd Field, edito da Lupetti&Co.
Field affronta l'argomento nel 5° capitolo del suo libro e ci pone la domanda " Che cosa rende efficace un personaggio?"
Risposta: "la motivazione; il dialogo; la credibilità e soprattutto il contesto entro cui lo fate agire, che dia corpo, colore e sfumature al suo modo di essere e persino a qualche suo tic".
E ancora: "Dei vostri personaggi dovete conoscere tutto, sapere quali sono le loro speranze, i sogni e i timori, quello che amano e quello che detestano,la loro storia precedente e le loro ansie..."
E dato che la vita si misura con quello che realizziamo o non realizziamo, "l'azione è il personaggio": una persona è definita soprattutto dalle sue azioni, è ciò che fa e non ciò che dice di essere e il personaggio del nostro racconto sarà credibile a condizione che sussistano tre elementi:
1) Le esigenze drammatiche, ossia quello che il personaggio vuole guadagnare, vincere, avere o conquistare nel corso della vicenda;
2) Il punto di vista, ossia il modo in cui il personaggio vede il mondo;
3)Il cambiamento, ossia la trasformazione che il vostro personaggio subisce o vive durante il corso della vicenda
Syd Field va oltre il semplice suggerimento di trovare dei tratti distintivi netti e riconoscibili dei personaggi principali e ci assegna il compito preparatorio di scrivere una vera e propria biografia dei nostri protagonisti, prima ancora di cimentarci nella loro introduzione all'interno del racconto come motori della storia.
"Scrivete la biografia di due o tre dei vostri personaggi principali.Concentratevi prima di tutto sui primi anni di vita di ciascuno di loro. Dove e quando è nato. Che facevano il padre e la madre per vivere. Che rapporti aveva con i genitori. Passate agli anni della scuola: era un bravo o cattivo studente? Era introverso o estroverso? Cosa avrebbe voluto fare da grande? Apparteneva ad una banda, ad un club, ad un team sportivo? Quando ha avuto il primo ragazzo o la prima ragazza? Che studi universitari ha seguito? Era o è politicamente attivo? Ha scoperto l'alcool, è omosessuale?
Si è laureato? Ha trovato lavoro? Ha fatto il servizio militare? Ha viaggiato? Si è sposato? Ha avuto storie d'amore importanti?
Scrivete da tre a cinque pagine sul protagonista e su un paio di altri personaggi importanti della vostra storia e poi dedicate i vostri sforzi alle dinamiche visive della loro caratterizzazione, svelateli attraverso le loro azioni e i dialoghi".
Riguardo alla creazione del personaggio, molto interessante è questo articolo di Mario Lutz sull'archetipo dell'eroe, che abbiamo estratto con qualche lievissima integrazione, modifica e taglio, dal suo sito www.arsenaledelcopy.com
Qui riveliamo le basi della trama del “Cammino dell’Eroe”.
Ti suonerà senza dubbio familiare. Sarai incappato in decine e decine di sue varianti, dal momento che ogni storia di successo si conforma a questi parametri.
D’ora in avanti ti potrai divertire a riconoscere questo schema all’interno di tutti i film che guardi o dei libri che leggi.
Allo stesso tempo sappi che questo ha molto a che vedere con il tuo business.
Per spiegare lo schema ho creato un template basato sul libro di Campbell: “The Hero with a Thousand Faces”, di Joseph Campbell ( 1904-1987), saggista e storico delle religioni statunitense
Il suo pensiero, ispirato dall'opera di Jung sugli archetipi nell'inconscio collettivo, ha stabilito connessioni fra la mitologia comparata e la psicologia analitica.
Secondo Campbell tutti gli archetipi condividono la stessa struttura mitologica.
Inoltre egli ha individuato quattro funzioni del mito in ogni cultura:
- Funzione metafisica ( che ridesta la meraviglia umana rispetto alla fenomenologia dell'essere )
- Funzione sociologica ( che conserva l'ordine sociale costituito )
- Funzione pedagogica ( che guida l'uomo nei suoi stadi esistenziali )
- Funzione cosmologica ( che espande l'universo )
Sintetizzando l'opera di Campbell, si possono individuare alcuni 'passi' principali nel cammino di ogni eroe. E mi avvalgo del prezioso saggio scritto d Mario Lutz sul tema.
"1- L’ordinario
Veniamo introdotti al nostro eroe all’interno del suo ambiente casalingo. Solitamente si tratta di un ambiente povero e semplice. In questo momento l’eroe è una persona il più normale possibile. Questo permette al pubblico di identificarsi con lui. Quello che comincia a renderlo straordinario è …
2- La chiamata
L’eroe si rende conto – o gli viene svelato – qual’è il suo destino. All’inizio sembra un’impresa troppo grande per lui. O semplicemente qualcosa che non gli piace. Ed è per questo che avviene …
3- Il rifiuto
L’eroe cerca di sfuggire al suo destino e rifiuta la chiamata. Sembra che non ci sia modo per lui di accettare il compito a cui è predestinato. E’ necessario dunque …
4- L’intervento
Un elemento fino a quel momento estraneo fa la sua comparsa all’interno della storia e cambia il suo modo di pensare. Può trattarsi di un’esperienza soprannaturale, un vecchio e saggio mentore, o un evento casuale ma provvidenziale. Di qualsiasi cosa si tratti, cambia completamente il suo modo di pensare, così che lui finalmente è pronto per …
5- L’inizio
L’eroe finalmente risponde alla chiamata e comincia a raccogliere risorse ed aiuti per compiere la sua missione. Comincia anche a farsi dei nemici lungo il cammino. Raccoglie quello di cui ha bisogno per la sua ricerca, ma non è ancora in grado di raggiungere il suo obiettivo, perché prima deve fronteggiare …
6- La sfida
L’eroe si porta avanti più che può in questa fase iniziale, fino a che non subisce una battuta d’arresto. Prima che possa andare oltre, deve superare qualcosa di significativo che è sia interno che esterno. Ma prima che questo possa succedere, le cose precipitano per via della …
7- La perdita
Un evento orribile causa un grosso contrattempo. Sembra che tutto sia perduto e che il destino dell’eroe non possa compiersi, fino a che avviene …
8- La rinascita
Trova un modo per rinnovare la sua motivazione e le sue abilità, portandole addirittura ad un nuovo livello mai raggiunto fino a quel momento. Si sente rinato ed è pronto per riprendere la sua missione.
9- Il ritorno
L’eroe fa il suo ritorno, più in forma che mai, e raggiunge il suo obiettivo, che porta grandi benefici ad ognuno attorno a lui. In altre parole, un gran bel lieto fine.
Questa è la formula magica. E che tu ci creda o meno – non importa quale sia il settore in cui operi o quale servizio o prodotto vendi - questo schema può adattarsi alla tua situazione. Puoi utilizzarlo per raccontare la tua storia e suscitare l’entusiasmo del tuo pubblico.
Si tratta di raccontare gli avvenimenti più significativi della tua vita in modo che rientrino in questo schema" ( Mario Lutz, "Arsenaledelcopy")
5° Lezione
Lo stileLo stile è il vocabolario e la sintassi attraverso i quali esprimiamo in modo unico ed irripetibile come guardiamo alle cose che ci circondano e a noi stessi.
Marcel Proust ha scritto: "Lo stile per lo scrittore, come il colore per il pittore, è un problema non di tecnica, bensì di visione. Esso è la rivelazione, impossibile con mezzi diretti e coscienti, della differenza qualitativa che esiste nel modo come ci appare il mondo: differenza che, se non ci fosse l'arte, resterebbe l'eterno segreto di ognuno"
Lo stile è dunque la voce personale di ogni scrittore, il modo inimitabile con il quale rappresentiamo il mondo attraverso le parole.
Il nostro consiglio qui è di essere se stessi, di trovare il proprio modo di esprimersi, senza scimmiottare qualche altro autore, anche se questo vale quando si parla della stesura di un romanzo, di una canzone o di una sceneggiatura, mentre qualora voi siate un copywriter, il quale scrive per vendere un bene o un servizio ed ha necessità di effettuare una comunicazione persuasiva, transitiva e utilitaristica, attingere allo stile di successo altrui è invece addirittura consigliabile, tranne che non si sia dotati di una straordinaria abilità originale.
6° Lezione
La scelta del narratore della storia o 'voce narrante'
Si può narrare in prima persona o in terza persona, anche se non mancano casi in letteratura dove si assiste ad un intreccio di angoli visuali e a molte voci narranti in parallelo.
Attenzione a non confondere voi stessi, come autori, con il narratore principale della storia, a meno che non stiate scrivendo un'autobiografia.
La scelta della voce narrante è naturalmente soggettiva e non si può dire in senso assoluto quale sia la migliore. Ma utilizzare la prima persona per esporre lo svolgersi della trama è molto pericoloso perchè si rischia di trasmettere una certa mancanza di obiettività nel descrivere i fatti ed un eccesso di egocentrismo.
7°Lezione
L'habitus dell'arte e la 'visione anagogica'
Uno dei libri che consiglio ad ogni scrittore in erba è "Nel territorio del diavolo", di Flannery O'Connor, edizioni Theoria, che questa grande autrice americana, scomparsa prematuramente, ha incentrato sul 'mistero' della creatività letteraria.
Dice la O'Connor: " Per arte io intendo qualcosa che abbia valore ed efficacia. Base dell'arte è la verità, nella sostanza come nella forma(...)Il tipo di scritto che intendo affrontare è la storia, ossia un testo narrativo in cui personaggi ed avvenimenti particolari si influenzino a vicenda formando una narrazione con un suo significato(...) Secondo me è ora di cominciare a riflettere sulle storie ad un livello fondamentale, perciò voglio parlare di una caratteristica della narrativa che ritengo il suo minimo comune denominatore - il fatto che sia concreta - e di alcune caratteristiche che ne conseguono, legate al nostro apparato percettivo. La conoscenza umana ha inizio attraverso i sensi e lo scrittore di narrativa inizia laddove inizia la percezione umana. (...) Flaubert insegna che per rendere reale un oggetto in letteratura occorrono i tocchi di tutti i sensi attivi. Non c'è frase di "Madame Bovary" che non rifletta questo habitus dello scrittore. Per esempio, quando Flaubert scrive: "Batteva sui tasti con disinvoltura, percorrendo senza posa la tastiera da un'estremità all'altra. Così scosso, il vecchio strumento, con le corde che vibravano, si faceva sentire fino in fondo al paese quando la finestra era aperta, e spesso lo scrivano del balivo, passando per la via principale,a capo scoperto ed in pantofole di pezza, si fermava in ascolto, il foglio di carta fra le mani". Più si guarda una frase come questa e più c'è da imparare. A un estremo siamo con Emma e questo tangibilissimo strumento e dall'altro siamo in fondo al paese con questo scrivano.
Non va mai dimenticato che cura immediata dello scrittore non sono idee grandiose, quanto infilare pantofole di pezza agli scrivani.
Questo non implica un rigido, piatto naturalismo, poichè l'arte è selettiva e i particolari devono tendere ad accumulare significato nell'arco della storia stessa e diventare simbolici. (...) Quanto più 'vero' il simbolo, tanto più in profondità vi porta e più significato esso rivela. (...)
Il tipo di visione che lo scrittore di narrativa deve avere è chiamata 'anagogica' cioè capace di vedere diversi livelli di realtà in un'immagine o in una situazione. Più a lungo guardate un oggetto e più mondo ci vedrete dentro. E mi manda in bestia chi insinua che lo scrivere narrativa sia una fuga dalla realtà. E' invece un tuffo nella realtà. In tanti credono che nella narrativa moderna nulla accade, ma è un grave errore. Conrad diceva giustamente che scopo di ogni scrittore è rendere il più alto grado possibile di giustizia all'universo visibile".
Scrive ancora la O' Connor: " La caratteristica principale e più evidente, della narrativa è quella di affrontare la realtà tramite ciò che si può vedere, sentire, odorare, gustare e toccare"
8°Lezione
Scrivere con l'habitus del venditore
Quando sei un copywriter la tua finalità ultima è diversa da quello di un romanziere. La storia che stai raccontando è lo strumento non il fine del tuo narrare, perchè ad un certo punto, quando avrai catturato l'attenzione del lettore e destato il suo interesse, egli si imbatterà nel tuo dargli impulso a comprare qualcosa, bene o servizio che sia.
Dunque tutti gli elementi della tua storia devono tendere all'unisono a questo obiettivo.
Afferma Dan Kennedy, direct marketer americano di grandissimo successo," Il buon copy è capace di portare il lettore a provare delle emozione negative ed offrire loro sollievo tramite l'acquisto".
Uno dei tanti esempi di questo tipo di messaggi pubblicitari è quello che ci è dato vedere in questi giorni nei canali RAI da parte dell'Ania ( l'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) che mostra o meglio accenna con immagini e parole a terribili incidenti stradali supportati da statistiche ( per es. quanti ciclisti sono stati investiti da automobili nell'anno passato) per valorizzare la stipula di polizze assicurative auto.
Anche l'arte di scrivere copy, secondo Gary Halbert, un altro guru del direct marketing response, è una pratica che si può imparare attraverso alcuni esercizi formativi di base:
(http://www.thegaryhalbertletter.com/newsletters/zgkl_best_copywriter.htm)
a) creazione del 'fact sheet', ossia cominciare a scrivere una lettera di vendita scegliendo il bene da vendere, purchè sia qualcosa che conosciamo molto bene, come la nostra casa, l'auto o magari noi stessi e dunque procedere "ferreting out facts about what the copywriter is trying to sell", ossia facendo emergere fatti relativi a ciò che stiamo cercando di vendere.
"OK, diciamo che tu abbia scelto di scrivere una lettera di vendita per la tua auto. Andiamo alla sezione che abbiamo denominato 'fact sheet'. Fate che sia prolissa, dettagliata, completa.
Che modello è'? Che colore? Che peso? Quante miglia ha percorso? Che tipo di ruote ha? Che interni? Quanto consuma al chilometro? Che potenza di cavalli? Quanto avete speso per comprarla?Chi l'ha guidata? L'avete tenuta per strada o in garage? E' stata revisionata ?"
b) stesura della 'Benefit list'
"Ciò che facciamo qui è ritornare sul Fact sheet e tradurre i fatti elencati in benefici per quanto possibile"
Il beneficio è ciò che il vostro prodotto o servizio farà per l'acquirente. Per esempio, immaginiamo che la vostra auto sia un Suv che pesa tre tonnellate. Questo è un fatto e tale fatto può tradursi almeno in due benefici: 1) sicurezza, dato che in un eventuale incidente o scontro frontale una macchina pesante offre maggiore protezione di una più leggera; 2) comfort, in quanto generalmente un'auto pesante garantisce una guida più scorrevole.
Ma se invece la vostra vettura fosse leggera? Ebbene anche qui almeno un beneficio sarebbe presto detto: bassi consumi.
Così come indicato per il fact sheet, anche la benefit list deve essere quanto più estesa possibile, inferendo quanti più benefici sia ragionevole dai fatti elencati.
3) L'offerta
Espressa in modo rozzo e ultra-sintetico essa è ridicibile ad una formula del genere: " Se mi darai x quantità di danaro, in cambio ti darò x quantità di questo prodotto o servizio"
Naturalmente, ciò che scriveremo sarà molto più elaborato e arricchito di questa semplice proposizione e per esempio, tornando all'ipotesi della vendita di un auto, potremmo usare la seguente dicitura:
" Vendo questo SUV per 18.000 euro e ve lo lascerò guidare gratuitamente per una settimana prima che decidiate di acquistarla o meno...In più, non dovrete pagarmi tutto in un'unica soluzione, bensì in comode rate diluite per 5 anni "
In sostanza, occorre addolcire l'offerta al massimo consentito dalla conservazione della sua redditività.
4) Attingere idee da uno swipe file
Completato il processo preparatorio, con il fact sheet, la benefit list e l'offerta, per trarre ispirazione dai migliori, dobbiamo passare alla fase di consultazione del database di lettere di vendita e annunci pubblicitari o swipe file, che costituisce il 'tools kit' fondamentale di ogni copywriter.
Tornando all'esempio della vendita di un auto, esistono infatti 'sales-pitch-on-print' entrati nella leggenda, grazie agli eccezionali risultati ottenuti dai loro autori, come Joe Karbo e David Ogilvy
Prendiamo in esame la sales letter di Ogilvy, che si riferiva alla vendita della lussuosa Rolls Royce:
L'incipit, dopo l'immagine di un modello nuovo di zecca, era questo:
"At 60 miles an hour the loudest noise in this
new Rolls-Royce comes from the electric clock"
new Rolls-Royce comes from the electric clock"
What makes Rolls-Royce the best car in the world? "There is really no magic about it --
it is merely patient attention to detail," says an eminent Rolls-Royce engineer.
it is merely patient attention to detail," says an eminent Rolls-Royce engineer.
Seguivano il Fact sheet e la Benefit list:
1. "At 60 miles an hour the loudest noise comes from the electric clock," reports the Technical Editor of THE MOTOR. Three mufflers tune out sound frequencies--acoustically.
2. Every Rolls-Royce engine is run for seven hours at full throttle before installation, and each car is test-driven for hundreds of miles over varying road surfaces.
3. The Rolls-Royce is designed as an owner-driven car. It is eighteen inches shorter than the largest domestic cars.
4. The car has power steering, power brakes, and automatic gear-shift. It is very easy to drive and to park. No chauffeur required.
5. The finished car spends a week in the final test-shop being fine-tuned. Here it is subjected to 98 separate ordeals. For example, the engineers use a stethoscope to listen for axle-whine.
6. The Rolls-Royce is guaranteedfor three years. With a new network of dealers and parts-depots from Coast to Coast, service is no problem.
7. The Rolls-Royce radiator has never changed, except that when Sir Henry Royce died in 1933 the monogram RR was changed from red to black.
8. The coachwork is given five coats of primer paint, and hand rubbed between each coat, beforenine coats of finishing paint go on.
9. By moving a switch on the steering column, you can adjust the shock-absorbers to suit road conditions.
10. A picnic table, veneered in French walnut, slides out from under the dash. Two more swing out behind the front seats.
11. You can get such optional extras as an Espresso coffee-making machine, a dictating machine, a bed, hot and cold water for washing, an electric razor or a telephone.
12. There are three separate systems of power brakes, two hydraulic and one mechanical. Damage to one will not affect the others. The Rolls-Royce is a verysafe car--and also a very lively car. It cruises serenely at eight-five. Top speed is in excess of 100 m.p.h.
13. The Bentley is made by Rolls-Royce. Except for the radiators, they are identical motor cars, manufactured by the same engineers in the same works. People who feel diffident about driving a Rolls-Royce can buy a Bentley.
Infine il prezzo e il richiamo all'azione per procurarsi la macchina:
PRICE. The Rolls-Royce illustrated in this advertisement - f.o.b. principal ports of entry - costs $13,995.
If you would like the rewarding experience of driving a Rolls-Royce or Bentley, write or telephone to one of the dealers listed on opposite page.
Rolls-Royce, Inc., 10 Rockefeller Plaza, New York 20, N.Y. Circle 5-1144".
9°Lezione
Psicanalisi della creatività artistica
Gli studi psicanalitici sulla creatività nascono con Freud al tempo in cui scrisse quello che io ritengo il suo capolavoro, ossia " L'interpretazione dei sogni", nel 1900, autentico calcio di sveglia sul sedere al secolo nuovo che si avviava.
Freud fu il primo, infatti, ad investigare in modo scientifico i meccanismi della creazione artistica, ma non solo, Egli la 'democratizzò' per così dire, nel senso che giunse alla conclusione che ogni essere umano e non solo i geni isolati, sia portatore di un potenziale creativo, localizzandolo nell'inconscio.
Gli allievi di Freud che seguirono nel tempo svilupparono poi le sue intuizioni e per esempio, Rank dimostrò che i temi della grande letteratura, non sono che innumerevoli varianti di pochi motivi fondamentali, riconducibili ai desideri ed alle paure infantili, dei quali la creazione letteraria sarebbe espressione diretta o indiretta; mentre a Kris si deve l'intuizione che durante il processo della creazione avvenga una sorta di regressione al servizio dell'io e a Melanie Klein va il merito di avere individuato la valenza altamente terapeutica della scrittura creativa: infatti ella scoprì che il desiderio di creare è radicato nella posizione depressiva e quindi l'opera d'arte rappresenta un felice superamento di essa. "Ogni creazione è in realtà la ri-creazione di un oggetto che un tempo era amato e integro, ma poi si è ritrovato a essere perduto e in frantumazione" ( "Per una psicanalisi dell'arte e della creatività", di Janine Chasseguet Smirgel, Edizioni Cortina). L'artista allevia il proprio rimorso o il proprio rimpianto ricostruendo gli oggetti distrutti dei propri desideri nell'opera letteraria.
Ed il lettore, a sua volta, accostandosi al testo narrativo, spesso si identifica con l'autore e partecipa a questo processo di elaborazione di un determinato lutto attraverso la ri-creazione di un armonia liberatoria e balsamica. Autore e lettore, come membri di un rito collettivo, ristabiliscono i loro 'oggetti interni', il loro mondo, e si sentono entrambi, reintegrati ed arricchiti.


